Oggi, 27 settembre, si celebra la Giornata Mondiale del Turismo. Tra i settori più importanti dell’economia mondiale, fino al 2019 il turismo è stato caratterizzato da una crescita esponenziale, inarrestabile.
La storia del turismo non ha una data d’inizio ben precisa; i primi passi si possono ricondurre al periodo dell’Impero Romano, quando i cittadini intraprendevano dei pellegrinaggi fino a Roma per assistere ai giochi al Colosseo. Il turismo ha subìto le trasformazioni del tempo, evolvendosi e ramificandosi sempre più. Il termine turismo infatti racchiude molteplici tipologie e sfumature, soggette ai trend di mercato, ai gusti dei consumatori, alle destinazioni e agli avvenimenti geopolitici.
Così come ogni altro settore, anche il comparto turistico è stato segnato negativamente dalla pandemia da coronavirus. L’incredibile calo dei flussi turistici ha impattato pesantemente sull’economia mondiale, generando delle perdite consistenti per tutti gli operatori del settore. Lavoratori stagionali, piccole e medie imprese, guide turistiche e tutti coloro che sono impiegati nel turismo hanno fronteggiato difficoltà che non erano mai esistite prima del Covid-19, che può essere definito senza dubbio come il peggior periodo nella storia del turismo (marzo 2020-gennaio 2022).
Re-thinking tourism: attorno a questo concetto si concentra la Giornata Mondiale del Turismo 2022. Innovazione, trasformazione, sviluppo sostenibile: sono questi i principi più importanti da perseguire. Per assicurare un futuro alle prossime generazioni, è necessario un cambio di rotta verso un mondo più sostenibile e un uso più oculato delle risorse. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) ha stilato i punti fondamentali da perseguire per uno sviluppo sostenibile: i 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS:

Alcuni dei punti fondamentali sono l’istruzione, l’eguaglianza di genere, la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale. La ricchezza generata dal settore turistico è un potente strumento per ridurre la percentuale di inoccupati e di poveri, soprattutto nei paesi sottosviluppati. Attraverso i viaggi si entra a contatto con altri popoli, si abbattono i pregiudizi e si arricchisce il proprio bagaglio culturale, ma soprattutto si dà un contributo positivo direttamente o indirettamente, al netto ovviamente dei casi negativi spesso derivanti dal turismo di massa.
La coesione tra enti pubblici e privati, la consapevolezza dei turisti sul tema, l’approccio responsabile degli operatori (dalle compagnie di trasporto alle strutture ricettive, dai tour operator alle DMC) sono elementi fondamentali per far sì che il turismo generi un impatto positivo sull’ambiente, sulle comunità locali e sull’economia.
Celebriamo quindi il lato migliore del turismo, quello fatto di innovazione, di rispetto dei principi di sostenibilità e di consapevolezza. Non esiste più spazio per un turismo non sostenibile o addirittura nocivo: i cambiamenti climatici, gli effetti negativi della globalizzazione e le diseguaglianze sociale ed economiche sono un chiaro avvertimento della direzione che l’umanità deve prendere per evitare conseguenze peggiori. È compito di ognuno di noi e di tutti i soggetti coinvolti nel settore (pubblici, privati, imprese, turisti, destination manager, ecc.) contribuire affinché il turismo generi un impatto positivo. Responsabilità di tutti, ma allo stesso tempo, benefici per tutti!

